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BENVENUTI NELLA BASILICA DI SAN MARCO
La Basilica di San Marco dà il benvenuto ai fedeli e ai visitatori che ogni giorno hanno la possibilità di venire a pregare e ad ammirare il suo straordinario patrimonio artistico. Si ricordi che, essendo innanzi tutto un luogo di culto, proprio per questo motivo può accadere che l’accesso dei visitatori possa essere momentaneamente sospeso.
Il nuovo sistema di accesso alla Basilica Cattedrale di San Marco coinvolge anche le chiese e i musei ecclesiastici del centro storico di Venezia, frutto del lavoro congiunto tra la Procuratoria di San Marco e il Patriarcato di Venezia.
Il progetto segna un momento storico: consentire ai visitatori della Basilica di San Marco di poter accedere anche, gratuitamente, ad oltre 40 chiese del centro storico di Venezia di grandissimo interesse culturale e religioso, con un sistema progressivo che porterà, entro la fine del 2026, all’apertura regolare di oltre 45 edifici sacri.
Il percorso sarà graduale e possibile solo grazie all’aumento del prezzo dei biglietti per l’accesso ai diversi spazi del complesso monumentale della Basilica di San Marco. Da subito, il nuovo “contributo marciano” permetterà di visitare la Basilica di Torcello, la Pinacoteca Manfrediniana, la Sacrestia monumentale della Salute e l’accesso libero alle chiese appartenenti al precedente circuito Chorus che saranno aperte gratuitamente dal lunedì al sabato. Resterà, invece, l’ingresso a pagamento solo per alcune sacrestie e spazi museali interni: Oratorio di S. Polo, Sacrestia del SS. Redentore in Giudecca, Museo di S. Zaccaria e Museo di S. Stefano.
Un progetto culturale e pastorale
L’iniziativa la Procuratoria di San Marco ha promosso per i propri visitatori è parte di una visione più ampia che vuole restituire alle comunità e ai visitatori la ricchezza spirituale, artistica e storica del patrimonio ecclesiastico veneziano, promuovendo accoglienza, accessibilità e valorizzazione.
Un sistema in divenire
Il nuovo assetto sarà monitorato nei prossimi mesi per testare sostenibilità, qualità del servizio e capacità di accoglienza, con l’obiettivo di arrivare – entro la fine del 2026 – a un sistema aperto 7 giorni su 7, compatibilmente con le esigenze liturgiche e la presenza di personale.
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